Simone Perotti sul DOWNSHIFTING
21 ottobre 2009, 13:23
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Simone Perrotti sul downshifting


7 commenti so far
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grazie di aver linkato il mio video. Adesso Basta sta avendo tanti consensi che quasi non riesco a rispondere a tutti e ringraziare tutti, cosa che credo sia però doverosa oltre che bella. GRazie giuliano. Se vuoi controlla pa pagina “Agenda” sul mio sito http://www.simoneperotti.com e vieni a qualche presentazione. ciao! Simone Perotti

Commento di simone perotti

Ciao Simone,
grazie a te per la risposta, bella più che doverosa.
Andrò a vedere l’agenda e magari verrò a conoscerti a qualche presentazione, così potrò porti una domanda: come affrontare tutto questo, il dire Adesso Basta, come il tuo libro, avendoci però una moglie ma, soprattutto, due bimbi (10 mesi e 3 anni). È vero che nulla è impossibile, ma la faccenda ovviamente si complica, sia per fattori pratici che ambientali.
Giuliano

Commento di julius70

Gentile Simone Perotti, non ho ancora letto “Adesso Basta” ma ne ho sentito parlare, ho sentito/visto parecchie tue interviste (posso darti del “tu” vero?) e lo leggerò al + presto. Da meno di 4 mesi anche a me, 50 anni di età, è capitato di aver lasciato il lavoro di manager in una grande azienda, dopo 26 anni di attività, ma per un motivo diverso dal tuo. In sintesi il lavoro mi ha dato moltissime gratificazioni e soddisfazioni, permettendomi di vivere serenamente anche la mia vita familiare, ma l’aggravarsi dell’asma del mio figlio maggiore di 14 anni, incompatibile con la vita in una grande città del Nord, mi ha spinta a cambiare città (ora sto al mare) e a lasciare il lavoro.
E’ stata però una scelta molto dolorosa: ho trascorso la notte prima dell’ultimo giorno di lavoro a piangere! Per questo mi fa piacere sapere che qualcuno che non era costretto, ha operato la stessa svolta ed è felice. Adesso anche io pensavo di scrivere libri, per ragazzi però, ma non so ancora da che parte cominciare. Cercherò sulla agenda del tuo sito se prevedi di venire da queste parti a presentare il tuo libro e chissà che non ci sia modo di scambiare 2 parole. A presto, spero, allora! Ciao, Loredana
P.S. anche i miei 2 figli fanno vela: gran cosa navigare…

Commento di Loredana

caro Simone,
penso da molti anni cose simili a ciò che tu dici nel tuo ultimo libro, anzi direi che in fondo il mio lavoro consiste appunto in questo nel provare a dare la forza alle persone di fare ciò che hai fatto tu, di rendersi consapevoli della loro esistenza di vivere la libertà che hanno, di consumare meno e vivere meglio senza essere schiavi di un sistema assurdo.. Ho la fortuna di fare un lavoro molto lontano da quello che facevi tu, sono un pastore della chiesa valdese, guadagno poco e il mio datore di lavoro milascia ampia liberta di movimento.. ciò non vuol dire che molti dei problemi che tu vedi nella vita del manager in fondo li vivo anch’io lavorando in una chiesa, per 750 euro al mese più la casa, e facendo un lavoro dove in fondo nel culto spesso io dico quello che ho ritrovato nel tuo libro.. Fino a poco tempo fa gestivo un centro ecumenico in montagna che organizzava incontri nazionali ed internazionali per giovani sui temi della politica, dell’ecologia della politica della differenza di genere e della formazione.. I miei collaboratori erano prevalentemente giovani sui 25 anni che facevano questo lavoro come volontari e ricevevano come me un piccolo stipendio, un argent de poche direi.. Ho organizzato per cinque anni incontri sui temi che tu tratti nel libro invitando personaggi come Latouche. Dal 1973 al 1992 ho vissuto con i miei genitori in una comune prima a roma e poi a cinisello balsamo, con convivenza condivisione e in fondo la messa in pratica di quello che definisci down shifting.. loro non lo sapevano ma era già quello.. Da una parte condivido tutto quello che dici ( anche se forse un po’ troppo tarato sui manager che era il tuo mondo ) dall’altra vedo che in relatà molti dei problemi che denunci sono in fondo legati al nostro essere umani anche senza fare un tipo di lavoro che comporta tutte le cose che tu metti nelle elenco delle cose che non possiamo fare … ( molto bello lo userò nei miei sermoni di natale in chiesa ). Io stesso che ho vissuto il down shiftng nella mia vita oggi a volte mi sento comunque inscatolato, a volte mi vergogno di pensare che se fossi un po’ meno solo in relatà starei talmente meglio che molti problemi non me li porrei neppure, a volte mi scopro a pensare che in fondo mi paicerebbe per un anno o due provare a fare un lavoro normale come il tuo senza arrivare a quei livelli.. giusto per vedere se ne sono capace.. Mi ha fatto bene leggere il tuo libro.. ho visto che ci sono persone come te che hanno mollato tutto per fare una vita simile a quella che io faccio già.. sarei una persona da invidiare forse o che tu magari invidieresti eppure.. non sono cosi felice.. Io posso alzarmi alla mattina più o meno quando voglio, lavorare più o meno quando voglio, certo devo lavorare e rendo conto soprattutto alla mia coscinza o a dio di come uso il mio tempo.. e spesso quello è un giudice peggiore del tuo superiore.. ma ho imparato a gestirmi bene anche i miei sensi di colpa.. Consumo poco, magio roba sana, non ho tanti soldi nel senso che il mondo da ai soldi ma per me bastano e mi avanzano.. leggo, ho un alvoro anche creativo, incontro persone, leggo per diletto e per mestiere…. ma aver fatto questa vita … vedere che alla fine tu proponi la comune un po’ mi ha fatto buffo perchè penso che io l’ho gia vissuta e questo non mi ha protetto, il kibbutz moderno, o il casale sono proposte giuste e allo stesso tempo mi sembrano già sperimentate e non so se sono una proposta fattibile per tutti.. forse è una proposta che va bene pe run singolo come te.. E’ bellissimo il tuo percorso.. e si può parlare se mi concedi il temrine di una sorta di conversione, senza per questo costringerti in categorie che forse non ti appartengono.. ma mi chiedo se posso proporlo a quelli che vivono nel mio quartiere povero di catania dove vivo adesso.. loro farebbero carte false e si fottono milioni di soldi nelle scommesse per avere al vita che facevi tu prima. anche se poi come te si sentirebbero schiavi.. Come fare a convincere queste persone.. milioni nel mondo che quello che loro desiderano e che tu hai vissuto non è desiderabile.. e che spesso è frustrante e dannoso.. loro che non hanno avuto tutte l possibilità lavorative e di formarsi come sono state le tue.. scusa se ti pongo delle domande che forse tu non ti sei posto e di cui non dovrei farti carico ma per me è un problema serio.. mi piacerebbe parlarne insieme.. magari invitarti per fare una serata qui.. Io ho quasi 37 anni e mi sento pienamente nella generazione che hai descritto e conosco milano abbastanza bene da rivedere quello che descrivi.. Mi chiedo anche perchè hai avuto voglia di scrivere queste cose.. io a volte che faccio questo di lavoro, che racconto ciò che tu dici nel libro tutte le domeniche mattine, dopo aver sperimentato decrescita, comuni mi sento come se tutto ciò fosse inutile che in realtà ci manca altro.. per questo mi hai incuriosito.. Se ti va scrivi, e se passi da catania fatti sentire mi piacerebbe fare due chiacchiere con calma..

Commento di davide rostan

aro Simone,
penso da molti anni cose simili a ciò che tu dici nel tuo ultimo libro, anzi direi che in fondo il mio lavoro consiste appunto in questo nel provare a dare la forza alle persone di fare ciò che hai fatto tu, di rendersi consapevoli della loro esistenza di vivere la libertà che hanno, di consumare meno e vivere meglio senza essere schiavi di un sistema assurdo.. Ho la fortuna di fare un lavoro molto lontano da quello che facevi tu, sono un pastore della chiesa valdese, guadagno poco e il mio datore di lavoro milascia ampia liberta di movimento.. ciò non vuol dire che molti dei problemi che tu vedi nella vita del manager in fondo li vivo anch’io lavorando in una chiesa, per 750 euro al mese più la casa, e facendo un lavoro dove in fondo nel culto spesso io dico quello che ho ritrovato nel tuo libro.. Fino a poco tempo fa gestivo un centro ecumenico in montagna che organizzava incontri nazionali ed internazionali per giovani sui temi della politica, dell’ecologia della politica della differenza di genere e della formazione.. I miei collaboratori erano prevalentemente giovani sui 25 anni che facevano questo lavoro come volontari e ricevevano come me un piccolo stipendio, un argent de poche direi.. Ho organizzato per cinque anni incontri sui temi che tu tratti nel libro invitando personaggi come Latouche. Dal 1973 al 1992 ho vissuto con i miei genitori in una comune prima a roma e poi a cinisello balsamo, con convivenza condivisione e in fondo la messa in pratica di quello che definisci down shifting.. loro non lo sapevano ma era già quello.. Da una parte condivido tutto quello che dici ( anche se forse un po’ troppo tarato sui manager che era il tuo mondo ) dall’altra vedo che in relatà molti dei problemi che denunci sono in fondo legati al nostro essere umani anche senza fare un tipo di lavoro che comporta tutte le cose che tu metti nelle elenco delle cose che non possiamo fare … ( molto bello lo userò nei miei sermoni di natale in chiesa ). Io stesso che ho vissuto il down shiftng nella mia vita oggi a volte mi sento comunque inscatolato, a volte mi vergogno di pensare che se fossi un po’ meno solo in relatà starei talmente meglio che molti problemi non me li porrei neppure, a volte mi scopro a pensare che in fondo mi paicerebbe per un anno o due provare a fare un lavoro normale come il tuo senza arrivare a quei livelli.. giusto per vedere se ne sono capace.. Mi ha fatto bene leggere il tuo libro.. ho visto che ci sono persone come te che hanno mollato tutto per fare una vita simile a quella che io faccio già.. sarei una persona da invidiare forse o che tu magari invidieresti eppure.. non sono cosi felice.. Io posso alzarmi alla mattina più o meno quando voglio, lavorare più o meno quando voglio, certo devo lavorare e rendo conto soprattutto alla mia coscinza o a dio di come uso il mio tempo.. e spesso quello è un giudice peggiore del tuo superiore.. ma ho imparato a gestirmi bene anche i miei sensi di colpa.. Consumo poco, magio roba sana, non ho tanti soldi nel senso che il mondo da ai soldi ma per me bastano e mi avanzano.. leggo, ho un alvoro anche creativo, incontro persone, leggo per diletto e per mestiere…. ma aver fatto questa vita … vedere che alla fine tu proponi la comune un po’ mi ha fatto buffo perchè penso che io l’ho gia vissuta e questo non mi ha protetto, il kibbutz moderno, o il casale sono proposte giuste e allo stesso tempo mi sembrano già sperimentate e non so se sono una proposta fattibile per tutti.. forse è una proposta che va bene pe run singolo come te.. E’ bellissimo il tuo percorso.. e si può parlare se mi concedi il temrine di una sorta di conversione, senza per questo costringerti in categorie che forse non ti appartengono.. ma mi chiedo se posso proporlo a quelli che vivono nel mio quartiere povero di catania dove vivo adesso.. loro farebbero carte false e si fottono milioni di soldi nelle scommesse per avere al vita che facevi tu prima. anche se poi come te si sentirebbero schiavi.. Come fare a convincere queste persone.. milioni nel mondo che quello che loro desiderano e che tu hai vissuto non è desiderabile.. e che spesso è frustrante e dannoso.. loro che non hanno avuto tutte l possibilità lavorative e di formarsi come sono state le tue.. scusa se ti pongo delle domande che forse tu non ti sei posto e di cui non dovrei farti carico ma per me è un problema serio.. mi piacerebbe parlarne insieme.. magari invitarti per fare una serata qui.. Io ho quasi 37 anni e mi sento pienamente nella generazione che hai descritto e conosco milano abbastanza bene da rivedere quello che descrivi.. Mi chiedo anche perchè hai avuto voglia di scrivere queste cose.. io a volte che faccio questo di lavoro, che racconto ciò che tu dici nel libro tutte le domeniche mattine, dopo aver sperimentato decrescita, comuni mi sento come se tutto ciò fosse inutile che in realtà ci manca altro.. per questo mi hai incuriosito.. Se ti va scrivi, e se passi da catania fatti sentire mi piacerebbe fare due chiacchiere con calma..

Commento di davide rostan

certo, passerò sicuramente da catania. controlla sempre la pagina “agenda” del mio sito http://www.simoneperotti.com, lì troverai tutte le presentazioni. Interessantissima la tua storia. Teniamoci in contatto. Un saluto!

Commento di simone

Ciao da Maria (catania, conosco bene il pastore Davide Rostan che ha trasmesso nei suoi sermoni che ho ascoltato i concetti di cui scrive sopra), anch’io penso – come ripete Simone – che se non sei consapevole dei tuoi punti di forza PRIMA del cambiamento, prima di scalare la marcia, è meglio rinunciare: si rischierebbe di entrare in una nuova forma di schiavitù. Inoltre, diffida di chiunque vuole propinarti un sistema per cambiare: non ci sono ricette preconfezionate. Si dice, o qualcuno ha detto che: il maestro (dentro noi) arriva quando l’alunno (dentro noi) è pronto.
Penso che la più grande liberazione che abbia potuto sperimentare nella mia vita sia stata la libertà dal dover apparire a tutti costi e penso di non essere stata costretta da nessuna cosa -se non me stessa, quel mio inquilino-conduttore fastidioso ed egoico – a raggiungere il successo a tutti i costi. Nella mia attività di artista (pittrice) so cosa abbia significato tutto questo: rinuncia al perseguimento del riconoscimento di critica e pubblico – avrei dovuto barattarlo con la libertà interiore; rinuncia ad una cattedra, quando questa avrebbe significato ritirarmi nel tardo pomeriggio (da Siracusa, dove avevo iniziato il mio insegnamento come supplente) con la testa dolente e senza la possibilità di usare il pennello a causa del buio, della stanchezza, delle molteplici attività che aspettavano di essere espletate a causa della mia assenza da casa. E a parte questo aspetto del mio sogno che ho deciso di vivere in pieno, un altro dettaglio, forse piccolo, ma per me non trascurabile: rinunciare alla mamma TV (non la seguo dal 1996). Fino ad oggi mi informo soprattutto attraverso la radio che mi permette libertà di movimento e di pensiero e ho triplicato le mie letture, e l’incontro con gli altri. E’ intorno ai 40 anni che si vuole riappropriarsi del tempo, della propria vita… Io che li ho superati abbondantemente, non vorrei ritornare alla mia giovinezza ingabbiata… Certo le modalità sono diverse, non tutti praticano il surf o il bricolage o vivono in un rifugio montano… Forza Davide e Simone, complimenti per il vostro coraggio!

Commento di Maria




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