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Nebbia. Il calciopanettone che sta andando in onda in questi ultimi mesi sugli schermi napoletani mi crea un gran senso di confusione. L’educato Donadoni evrabbe meritato probabilmente altra sorte. In primis visti gli incomprensibili colpi di mercato al contrario: Mannini ceduto su un vassoio d’argento alla Samp, Blasi regalato ad una diretta concorrente come il Palermo, capitan Cannavaro maleducatamente rifiutato, Dossena tenuto sulla graticola per giorni prima di farlo bruciare. Non dimenticando poi la strana aria che trapela(ava?) da Castelvolturno, tra silenzi stampa e giovani di bella speranza (Cigarini e Santacroce per esempio) che diventano brocchi di terza categoria. L’unica vera colpa che mi sento di addossare all’ex ct, è la totale assenza di “cazzimma” mostrata da una squadra spesso e volentieri timorosa e impacciata, sia in casa che in trasferta.
Forse mai come in questo caso un cambio di panchina potrebbe, e dico potrebbe, far bene all’ambiente. Forse proprio un sanguigno livornese come Mazzarri potrebbe infondere un po’
di cattiveria agonistica, cosa che avrebbe permesso, ad esempio, di pareggiare, se non addirittura vincere partite come l’ultima, contro una sicuramente non invincibile armata giallorossa.
Ma mi pongo una domanda, però: il presidentissimo DL dice che il Napoli dovrà stare tra le prime quattro del campionato. Ma allora, perché non prendere un uomo che ha già respirato quall’aria di vertice come Mancini? Una scelta del genere, dopo aver colmato, ovviamente, le lacune strutturali con il prossimo mercato di gennaio (fluidificante sinistro, punta da 20 gol), avrebbe sicuramente proiettato la compagine partenopea verso altri palcoscenici. Probabilmente mi sbaglio e sarà questo anche il trampolino di lancio del nuovo tecnico verso traguardi più alti.
Ma tant’è: non ci resta che dare fiducia al nuovo mister, sperando che sia lui a dare un senso ai 50 milioni di euro spesi nell’ultimo calciomercato. Sperando di non trovarci di fronte a un nuovo traghettatore. Sarebbe un ennesimo clamoroso insuccesso di pubblico e di critica. Si diraderà questa nebbia?
Grazie al gentiluomo Donadoni e buon lavoro a Mazzarri.

Foto da www.sscnapoli.it
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Da www.tuttonapoli.net
<!– –><!– –>COMPETITIVITA’ – Nonostante i suoi 34 anni Cannavaro resta un giocatore altamente competitivo per tre ordini di motivi: è integro fisicamente, in quanto non ha mai ricevuto infortuni gravi durante la sua attività agonistica. È molto professionale e questo aspetto allunga la carriera di uno sportivo come dimostrato da un campione come Paolo Maldini. Infine, tatticamente non ci sono difensori dalle sue caratteristiche in circolazione. Mancano decisamente i registi difensivi di un certo livello e per questo motivo, il 34enne Fabio Cannavaro è ancora un punto fermo della Nazionale italiana.
PERSONALITA’ E CARISMA – Ad un Pallone d’oro non può certo mancare la personalità, elemento fondamentale per raggiungere determinati traguardi, che manca al giovane Napoli. La personalità è determinante quando si affrontano momenti difficili durante le partite e durante la stagione, come affermato dall’azzurro Iezzo durante la crisi tecnica vissuta quest’ anno dal Napoli. Non poco trascurabile è l’aspetto relativo al dialogo con gli arbitri in campo e la rete annullata a Zalayeta durante Napoli-Roma dello scorso gennaio ne è la prova evidente. In un Napoli che punta sulla crescita dei giovani, non può che essere utile un personaggio carismatico. Basta pensare ai giovamenti tattici e professionali che potrebbe ottenere il promettente difensore Santacroce con un giocatore come Fabio Cannavaro al suo fianco.
RITORNO MEDIATICO ED ECONOMICO – Avere un Pallone d’Oro in squadra, capitano della Nazionale italiana campione del mondo in carica, può solo giovare sotto l’aspetto mediatico ed economico. Il Napoli avrebbe maggiore risonanza e considerazione dai media nazionali che si trasmette inevitabilmente in maggiori quattrini. Essendo acquistabile a parametro zero, il costo dell’ingaggio sarebbe assorbito dall’inevitabile migliore collocazione del prodotto Napoli sul mercato. Parliamo del mercato degli abbonamenti, dei biglietti, degli sponsor che avrebbero maggiore attenzione verso il club azzurro. C‘è da aggiungere che il giocatore ha fatto sapere, tramite il suo rappresentante, che intende decurtarsi l’ingaggio in maniera notevole.
Sembrano esserci tutti gli elementi necessari per eccedere, almeno in questo caso, rispetto ai giusti criteri gestionali del club anche perché come spesso accade, è l’eccezione che conferma la regola. Vedremo…
Da www.tuttonapoli.net
clicca qui per firmare la petizione www.firmiamo.it/fabiocannavaroalnapoli
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Roberto Donadoni nato a Cisano Bergamasco il 9 settembre 1963
DA GIOCATORE
1982-1986 Atalanta
1986-1996 Milan
1996/97 New York Metrostars
1997-99 Milan
1999/00 Al-Ittihad
In carriera ha vinto: 6 scudetti, 3 coppe dei campioni, 2 coppe intercontinentali, 3 supercoppe europee, 4 supercoppe italiane
In Nazionale 63 presenze e 5 gol. Vice campione del mondo ad Usa-94
DA ALLENATORE
2001/02 Lecco C1
2002/03 Livorno B
2003/04 Genoa B
2004/05 Livorno A
2005/06 Livorno A
C.T. della Nazionale dal 16 agosto 2006 al 26 giugno 2008:
23 panchine con 13 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte
In bocca al lupo mister
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Grazie grande Edy.
Grazie per i cinque anni vissuti intensamente su una delle panchine più complicate del mondo del calcio. Ci hai portato dal buio della serie C alle luce intensa del calcio internazionale. Grazie per la tua classe e la tua signorilità, qualità sempre più rare in questo mondo. Buona fortuna.

Grazie grande uomo.
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Il campionato lo vincerà il Milan. Così è scritto.
Un rigore inesistente, l’espulsione di Maggio a metà del primo tempo, frutto di una distribuzione non equa delle ammonizioni (Lavezzi è stato massacrato dal primo al novantesimo minuto), prendere un gol in autorete e su palla inattiva negli ultimi minuti, giocare senza Santacroce, azzoppato dalla furia rossonera (ma Gattuso è immune da sanzioni!?): sono tutti fattori che ci fanno sorridere nonostante la sconfitta. Il cammino del Napoli, un gran bel Napoli, continua in questo campionato che ci regalerà sicuramente ancora grandi soddisfazioni. Grazie a tutti i ragazzi che sono andati alla “scala” del calcio a giocarsi la partita e ne sono usciti a testa alta.
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È un Napoli davvero convincente quello visto ieri sera e nelle ultime gare. Un percorso di crescita e di maturazione della squadra e dei singoli elementi che continua a produrre gioco e risultati. Senza montarsi la testa, come predicano De Laurentiis, Marino e Reja: sono punti salvezza, aggiungo io, legna che mettiamo in cascina per l’inverno. Un inverno che non tarderà ad arrivare… (è tutta scaramanzia). Ma la squadra gioca, consapevole delle proprie forze ed umile al tempo stesso. E quest’anno, a differenza dello scorso campionato, la concentrazione rimane alta anche nelle sfide meno affascinanti. Ieri sera, infine, abbiamo finalmente scoperto un vero centravanti: Denis, autore della tripletta e nuovo capocannoniere azzurro, a due reti da Gilardino (Fiorentina) con 7 reti, e una da Zarate (Lazio) a 6. Adesso ci attende un impegno storico: il Milan, in serie positiva da 6 giornate, in notturna e a San Siro. Ma il Napoli di notte è ancora più bello!!!
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Napoli-Reggina al San Paolo alle ore 20.30 per la nona giornata di Serie A. Arbitra Gervasoni di Mantova.
Ecco le probabili formazioni:
NAPOLI (3-5-2): Navarro; Santacroce, Cannavaro, Contini; Maggio, Pazienza, Gargano, Hamsik, Mannini; Lavezzi, Zalayeta - All. Reja
REGGINA (3-4-2-1): Campagnolo; Lanzaro, Valdez, Costa; Vigiani, Barreto, Carmona, Hallfredsson; Di Gennaro, Ceravolo; Corradi. – All. Orlandi
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Lo so, probabilmente il titolo è esagerato. In un vecchio film di De Crescenzo si recitava, «San Gennà, non me ne volere… ma na finta e Lavezzi (pardon Maradona) scioglie o ssang rind’evvene!». Perchè di sangue sciolto si tratta. E le vene sono le nostre. Un sangue che non si scioglieva da DICIASSETTEANNI, da quando, cioè, il Napoli non siedeva sul gradino più alto della seria A. In questo ventennio ne abbiamo sentito scorrere di sangue amaro nelle nostre vene: anni pieni di umiliazioni e sporcati dal fango dei campi della serie C. Mi ricordo quando anni fa andai a vedere Lazio Napoli all’Olimpico: era la Lazio di Cragnotti e quel Napoli brutto-brutto-brutto di Naldi-Ferlaino-Corbelli. E in quegli anni il sangue nelle vene gelava.
Ecco cosa dice il nostro Presidente: “Siamo felici ma proseguiremo senza mai montarci la testa. Mi fa molto piacere aver vinto oggi. Ma stiamo coi piedi per terra perché il cammino è lungo ed i conti si fanno alla fine. Il nostro progetto sta proseguendo bene, Marino ha fatto ottimi acquisti, Reja si sta confermando un grande allenatore ed i ragazzi dimostrano unione e buonissima qualità. In questo momento il Napoli è il mio orgoglio e la mia soddisfazione che vanno anche oltre i successi nel cinema. Questa squadra onora i nostri sforzi e qualifica alla grande il lavoro profuso sinora. Adesso dico ai tifosi di starci vicini in questo momento splendido. Mercoledì saluteremo il bentornato alle Curve ed aspetto il polopo azzurro al San Paolo affinchè ci regali tutto il suo calore. In ogni partita c’è da lottare. Non abbassiamo la guardia e continuiamo su questa strada con serietà e passione“.
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Come l’anno scorso ma in maniera più limpida e perentoria il Napoli conquista la vittoria contro la Juve. Partita maiuscola e suntuosa, anche se, come ha detto anche il nostro Mister Reja, meno lucidi che in altre occasioni. Quest’anno il Napoli ha davero una gran bella squadra. Manca solo quel pizzico di furbizia e maturità che a causa della giovane età della rosa, una delle più basse di tutta la serie A, a volte ci fa commettere delle piccole ingenuità. Ma il fututo è nostro!!! Alla faccia del palazzo che chiude le curve e usa la mano pesante solo quando giudica le maglie azzurre.
foto dal sito ufficiale del Calcio Napoli http://www.sscnapoli.it
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