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Nebbia. Il calciopanettone che sta andando in onda in questi ultimi mesi sugli schermi napoletani mi crea un gran senso di confusione. L’educato Donadoni evrabbe meritato probabilmente altra sorte. In primis visti gli incomprensibili colpi di mercato al contrario: Mannini ceduto su un vassoio d’argento alla Samp, Blasi regalato ad una diretta concorrente come il Palermo, capitan Cannavaro maleducatamente rifiutato, Dossena tenuto sulla graticola per giorni prima di farlo bruciare. Non dimenticando poi la strana aria che trapela(ava?) da Castelvolturno, tra silenzi stampa e giovani di bella speranza (Cigarini e Santacroce per esempio) che diventano brocchi di terza categoria. L’unica vera colpa che mi sento di addossare all’ex ct, è la totale assenza di “cazzimma” mostrata da una squadra spesso e volentieri timorosa e impacciata, sia in casa che in trasferta.
Forse mai come in questo caso un cambio di panchina potrebbe, e dico potrebbe, far bene all’ambiente. Forse proprio un sanguigno livornese come Mazzarri potrebbe infondere un po’
di cattiveria agonistica, cosa che avrebbe permesso, ad esempio, di pareggiare, se non addirittura vincere partite come l’ultima, contro una sicuramente non invincibile armata giallorossa.
Ma mi pongo una domanda, però: il presidentissimo DL dice che il Napoli dovrà stare tra le prime quattro del campionato. Ma allora, perché non prendere un uomo che ha già respirato quall’aria di vertice come Mancini? Una scelta del genere, dopo aver colmato, ovviamente, le lacune strutturali con il prossimo mercato di gennaio (fluidificante sinistro, punta da 20 gol), avrebbe sicuramente proiettato la compagine partenopea verso altri palcoscenici. Probabilmente mi sbaglio e sarà questo anche il trampolino di lancio del nuovo tecnico verso traguardi più alti.
Ma tant’è: non ci resta che dare fiducia al nuovo mister, sperando che sia lui a dare un senso ai 50 milioni di euro spesi nell’ultimo calciomercato. Sperando di non trovarci di fronte a un nuovo traghettatore. Sarebbe un ennesimo clamoroso insuccesso di pubblico e di critica. Si diraderà questa nebbia?
Grazie al gentiluomo Donadoni e buon lavoro a Mazzarri.

Foto da www.sscnapoli.it
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Roberto Donadoni nato a Cisano Bergamasco il 9 settembre 1963
DA GIOCATORE
1982-1986 Atalanta
1986-1996 Milan
1996/97 New York Metrostars
1997-99 Milan
1999/00 Al-Ittihad
In carriera ha vinto: 6 scudetti, 3 coppe dei campioni, 2 coppe intercontinentali, 3 supercoppe europee, 4 supercoppe italiane
In Nazionale 63 presenze e 5 gol. Vice campione del mondo ad Usa-94
DA ALLENATORE
2001/02 Lecco C1
2002/03 Livorno B
2003/04 Genoa B
2004/05 Livorno A
2005/06 Livorno A
C.T. della Nazionale dal 16 agosto 2006 al 26 giugno 2008:
23 panchine con 13 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte